Arriviamo a Torre del Greco pochi minuti prima della partenza della “Vesuvio Mountainbike Race”. Il navigatore ci dirige verso “Valle dell’Orso”, un parco avventure incastonato tra le pendici del Vesuvio e il Golfo di Napoli. All’orizzonte l’incantevole vista dell’isola di Capri. Da qui partiranno i 700 atleti in griglia.

Lo start è subito nervoso e non mancano le cadute. D’altronde, chi vuole giocarsi la posizione sa che dovrà spingere nella prima metà di percorso, dopodiché via con i single track dove il sorpasso diventa sempre più difficile e la guida sempre più nervosa. Dai 50 m s.l.m. di Torre del Greco, nei primi 13 km si arriva subito a quota 1000 mt, passando per la “Salita della Sposa”, una salita spaccagambe cui nome si deve all’inquietante ritrovamento, da parte degli uomini dell’ASD Vesuvio Mountainbike, di un abito da Sposa dopo gli incendi del 2017. Atmosfera spettrale a parte, a rendere davvero impossibile questo strappo, sono le pendenze da capogiro e il fondo lavico. Cattiva scelta delle gomme e una distribuzione sbilanciata del peso e per molti il piede poggia inesorabilmente a terra.

Di certo non è successo al gruppo di testa che in questi chilometri di salita è riuscito a domare la sabbia nera del Vesuvio senza troppe preoccupazioni. Massimo Folcarelli (RACE MOUNTAIN FOLCARELLI TEAM) e Paolo Colonna (SCOTT RACING TEAM) sono i primi due a presentarsi alla “Valle dell’Inferno” (13imo km), lì dove la strada scollina e inizia la sfida alla scelta della giusta traiettoria. Il loro è un testa a testa che durerà per tutti i 46km della gara con un finale al cardiopalma che ha visto Folcarelli avanti appena di una ruota e il Nazionale della Scott amareggiato per aver creduto di avere ancora qualche chilometro di salita per poter attaccare prima dell’arrivo. I single track tirati a tutta dai due di testa sono valsi la lotta per la vittoria a Pasquale Di Lorenzo (ASD ROKKA BIKE). Il campano, che al GPM si presentava con soli 10 secondi di ritardo, ha visto man mano crescere il divario tra sé e gli avversari ma è riuscito comunque a sigillare la terza posizione.

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Ancora buone prestazioni in ottica di Classifica Generale del Trofeo dei Parchi Naturali per Andrea Privitera (TEAM JONICA MEGAMO, 4°), Alessio Mirabile (SPECIAL BIKERS ELIOS, 7°), Francesco Favale (CARBONHUBO CMQ, 8°), Antonio Matrisciano (ASD TEAM GIUSEPPE BIKE, 9°) e Raffaele Mastrangelo Fago (A.S.D. BIKE & SPORT TEAM, 10°).

Gara molto sofferta invece per la leader virtuale del circuito, Lucia Minervino (SPECIAL BIKERS ELIOS) che, a causa di una frattura all’alluce, ha dovuto rinunciare alla lotta per il podio e accontentarsi del quarto posto. Mariangela Roncacci (RACE MOUNTAIN FOLCARELLI TEAM, 1°), invece, ha firmato il dominio del Team Folcarelli in terra partenopea anticipando Ilaria Colantonino (ASD GS MUROLO COSTRUZIONI, 2°) e Loredana Varlese (VITTORIA LEPONTIA RACING TEAM, 3°).

Sulla mediofondo, invece, è finalmente arrivata l’ora di Vincenzo Saitta (SPECIAL BIKERS ELIOS, 1°). Dopo essersi visto sfilare il gradino più alto del podio in volata nel Sele e in Salento, il siciliano ha centrato l’obiettivo con un arrivo in solitaria. Chi invece quel gradino lo sta calcando spesso nelle tappe del Trofeo è Tiziana Liguori (EXTREME BIKE, 1°), ancora una volta la migliore mediofondista.

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A proposito di vittorie, la più acclamata sul palco del Vesuvio e sui social è stata quella di Antonio Ferro (MTBFAN), meglio conosciuto nel mondo delle ruote grasse come “O’ Mast’, un appassionato 84enne che ha il “vizio” di terminare tutte le gare. Anche questa volta, nonostante abbia “baciato il terreno del Vesuvio” (leggiamo testuali parole dal suo profilo facebook), è arrivato con il suo solito sorriso sotto il traguardo.

Prestazioni a parte, finalmente quel Vulcano nero, un tempo tinto dalle ginestre, si è ricolorato grazie alle divise dei 700 atleti e alle maglie gialle dei ragazzi dello staff sparsi lungo il percorso. Vederli dall’alto fa uno strano effetto, sembra quasi di sentire la fragranza fresca ed opulenta della pianta cantata da Leopardi. Ma una volta sparite tutte le divise colorate resta quella vista tetra e spettrale, aggravata dalla simmetria dei giovani arbusti piantati per ripopolare gli ettari di bosco andati in fiamme. Gerardo Ciampa, presidente dell’ASD Vesuvio MTB, non si è mai fatto impaurire da questo scenario, nemmeno quando ha visto andare in fumo il percorso della prima edizione e il suo amato Parco. Nonostante il terreno continuasse a cedere, perché brutalmente privato dei suoi alberi, lui e il suo team hanno lavorato incessantemente per riqualificare il territorio e avere nuovamente dei sentieri percorribili in mtb.

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Il successo della II Vesuvio Mountainbike Race, decantata per logistica, assistenza, animazione, pasta party (ben 4 scelte di primi, contorni e secondi) e percorso, definito da molti come un divertentissimo parco giochi, sono il simbolo di quanto questo sport, nel suo piccolo, possa contribuire a rendere il mondo un posto migliore.

Elisabetta Ciminelli (Staff Comunicazione TPN2018)

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Elpho Comunicazione STAFF COMUNICAZIONE. Trofeo dei Parchi Naturali